Comune di Povoletto

I nostri vini

 

 

Povoletto terra di grandi vini

Il comune di Povoletto è compreso nell’ambito territoriale di tre importanti Denominazioni di Origine Controllata. La parte pianeggiante, caratterizzata da terreni sciolti, ghiaioso-sassosi, fa parte della DOC Friuli Grave; la parte collinare e pedecollinare rientra nell’ambito della DOC Friuli Colli Orientali e della DOCG Friuli Colli Orientali Picolit.

“Il comprensorio dei Colli Orientali del Friuli si estende lungo la fascia collinare orientale della provincia di Udine a ridosso del confine con la repubblica Slovena. Si tratta di rilievi collinari assai omogenei in quanto ad origine; frutto di una storia geologica che risale a quando la pianura friulana era invasa dal mare. Nel corso dei millenni, mareggiate, fiumi e torrenti trasportarono detriti, sabbie e argille dando origine a un lento processo di sedimentazione. Quando il mare si ritirò emersero dei rilievi che oggi sono i Colli orientali. Nel corso dei secoli il profilo dei pendii è stato modellato dalla paziente opera di sistemazione di generazioni di viticoltori. Stretti fra le Alpi Giulie e il mare Adriatico i Colli orientali godono di un’ottima posizione geografica pere la viticoltura: la vite trova riparo dalle fredde correnti del nord e gode di una costante ventilazione. Le Grave del Friuli si estendono invece in una vasta superficie della regione a cavallo tra le provincie di Udine e Pordenone. Si tratta di un’ampia area formata grazie ai sedimenti calcareo dolomitici che il Meduna, il Cellina e il Tagliamento hanno strappato alla montagna e trascinato lungo il loro letto. Le montagne, oltre ad aver dato l’origine al terreno svolgono la funzione di riparo dalle correnti di vento freddo provenienti da Nord; non meno importante, infine, è la presenza del mare Adriatico che ha favorito la nascita di un clima adatto alla coltivazione della vite. Il tocco finale, però spetta all’ampia distesa pietrosa ai piedi delle piante, che svolge un duplice effetto; durante il giorno, riflette il calore e la luce necessari alla maturazione delle uve, mentre la notte restituisce il calore accumulato nelle ore più assolate. Tale influenza è importante soprattutto nelle notti di fine estate, poiché permette di allungare la stagione della vendemmia e ottenere così uve più zuccherine. Entrambe le aree, come detto, sono considerate D.O.C e per meglio favorire uno sviluppo integrato fra le risorse economiche e quelle ambientali, sono stati creati  due consorzi di tutela: il Consorzio vini D.O.C “Colli Orientali del Friuli” costituito a Cividale il 18 aprile 1970 e il Consorzio tutela Vini D.O.C. "Grave del Friuli" istituito il 23 novembre 1972, grazie alla sponsorizzazione della CCIAA di Pordenone. Tra gli obiettivi di questi enti vi è indubbiamente quello di far conoscere al mercato le qualità dei vini D.O.C nostrani, attraverso azioni mirate di comunicazione e marketing, ma altrettanto rilevante è quello di innovare nel campo dell’agricoltura senza rinunciare alle tradizioni, per questo vengono forniti agli associati strumenti di consulenza e assistenza tecnica, specialmente nell’ambito dell’enologia. L’attività del consorzio dei Colli Orientali del Friuli ha permesso, inoltre, l’ottenimento nel 2006 della D.O.C.G per il Picolit. ……….”  (Testo tratto dal libro “Povoletto” edito dall’Amministrazione comunale nel 2008).
 
 
I tesori enologici del comune di Povoletto

 “Da dove potremmo dunque iniziare meglio se non dalla vite, la cui supremazia è tanto incontrastata in Italia, che si può avere l’impressione che essa abbia superato, con questa sola risorsa, i beni di tutte le popolazioni, persino di quelle che producono essenze, dal momento che in nessun luogo esiste fragranza maggiore del profumo delle viti in fiore?”
(Plinio, Naturalis Historia, XIV)
 
 
 
“… Ma per le vie del borgo,
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor dei vini
L’anime a rallegrar ……”
(G. Carducci – San Martino)
 
 
 

Vini bianchi
 
Picolit
Verduzzo
Chardonnay
Friulano
Pinot bianco
Pinot grigio
Riesling renano
Sauvignon
Traminer aromatico
 
Vini rossi
 
Cabernet franc (Carmenere)
Cabernet Sauvignon
Merlot
Moscato rosa
Refosco dal peduncolo rosso
Refosco di Faedis (o Nostrano)



 

 
 

Picolit

Il Picolit è un vitigno dalle origini incerte e noto già dal XVII secolo; pare che il nome derivi dalle piccole dimensioni dell’acino e del grappolo e dalla conseguente bassa produzione. Il vitigno era caratterizzato, specie in passato, da difficoltà di allegagione dovuta all’aborto florale per la sterilità del polline; tale problema è stato almeno parzialmente risolto modificando le tecniche di coltivazione consociando il Picolit con vitigni che possano fungere da impollinatori (es. Verduzzo friulano).  Il Picolit è un vitigno di buona vigoria e maturazione medio-tardiva che non presenta particolari esigenze climatiche o del suolo, ma i prodotti migliori si ottengono sui terreni collinari ben esposti. Le uve sono vendemmiate a fine settembre-ottobre e sono sottoposte a un periodo di appassimento in fruttaio per concentrare gli zuccheri e gli aromi. Si ottiene un vino di eccezionale finezza, di colore giallo dorato intenso, delicatamente profumato, sapido, gentilmente dolce; presenta una ricca varietà di aromi floreali e con note di frutta candita e agrumi in caso di prolungati appassimenti. La temperatura ideale di servizio è intorno ai 10°- 12°C per un vino da abbinare alla pasticceria secca prodotta dai nostri fornai, più frequentemente da degustare da solo, per apprezzarne la complessità aromatica.
 

Verduzzo friulano

Il Verduzzo friulano è un vitigno di origini antiche coltivato in tutto il Friuli ma che nei Colli Orientali dà i risultati migliori. Sulle colline che delimitano a Nord il territorio comunale, da Savorgnano del Torre a Bellazoia, le uve sono raccolte a fine settembre e sono poste ad appassire in fruttaio fino a dicembre e oltre; dalla spremitura si ottengono un mosto giallo e denso sottoposto a una lunga e lenta fermentazione. Seconda la durata e l’intensità dell’appassimento si otterrà un prodotto circa dolce di colore giallo intenso, dorato, alcolico, tannico, giustamente acido in cui spiccano i sentori fruttati, la susina matura e l’albicocca passita. Classico vino da dessert, da servire a 10°- 12°, abbinato a strudel, frittelle o alla gubana delle valli del Natisone o alla pasticceria secca acquistabile nei panifici e nellegastronomie locali. Molto interessante l’abbinamento con il Foie Gras come antipasto, accattivante lo stuzzichino con il Gorgonzola, tutto da provare con formaggio latteria e miele. 
  
  

Chardonnay

È un vitigno di origine francese. Il suo nome deriverebbe da un piccolo paese del Màcconais chiamato Chardonnay (da chardon, che in francese significa cardo); attualmente è coltivato in tutte le zone viticole del mondo tanto da essere considerato vitigno internazionale. Trapiantato in Italia in epoca non bene precisata, per lungo tempo è stato confuso con il Pinot bianco. Dà origine a vini di grande eleganza e fascino, e costituisce la base per i migliori spumanti del mondo assieme ai Pinots; le aziende vitivinicole del comune di Povoletto lo producono nella versione “ferma” dal colore giallo paglierino e dal profumo caratteristico che ricorda la mela Golden e la crosta di pane fresco.  Al gusto è secco, vellutato, morbido e armonico, invecchiando 1-2 anni assume ricordi netti di miele e pesca matura. Ottimo per aperitivi, antipasti leggeri e magri, pesce alla griglia o per piatti a base di uova, frittate, asparagi bianchi. Da servirsi intorno ai 10-12°.

 

Friulano (Tocai friulano fino al 2007)

Vitigno autoctono friulano a bacca bianca coltivato in Friuli Venezia Giulia e Veneto, principalmente nelle provincie di Gorizia, Udine e Venezia da oltre 200 anni. In seguito a controversie legali con l’Ungheria sull’uso del nome Tocai, l’originale denominazione Tocai friulano è stata mutata nel 2007, a suon di decreti ministeriali, in Friulano. Cambia il nome ma non la bontà di questo vitigno molto vigoroso, dotato di buona produzione, germogliamento tardivo, vegetazione notevole, ma equilibrata, produzioni elevate, ma costanti; risente degli eccessi d’umidità ed è mediamente tollerante nei confronti della siccità. Viene vendemmiato a metà settembre e dà origine ad un vino asciutto, caldo, armonico, con leggero retrogusto amarognolo che ricorda la mandorla amara. È il classico vino bianco in mescita nelle osterie quando si chiede un “tajut” o “taj”; adatto per aperitivi, antipasti, primi piatti leggeri, piatti di pesce, o per piatti a base di uova, frittate, asparagi bianchi, funghi. Da servire a 12-14°. 

  

Pinot Bianco

Il Pinot bianco è un vitigno di antichissima origine ottenuto da una mutazione del Pinot nero o del Pinot grigio, dai quali è nettamente distinguibile solo in fase di maturazione. Per molto tempo esso è stato confuso con lo Chardonnay. La produzione è buona e regolare; predilige terreni collinari non molto fertili e non siccitosi; preferisce climi asciutti o comunque buone esposizioni. Nei terreni ghiaiosi della pianura tra Primulacco, Marsure di Sopra, Marsure di Sotto e Siacco dà origine a prodotti fini e delicati. Si raccoglie nella prima decade di settembre, raramente a fine agosto. Dà origine a un vino di gradazione e acidità medie e di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Da giovane ha un profumo mediamente intenso ed elegante, ricco di sfumature floreali tra cui spiccano il sambuco e la salvia; invecchiando i profumi diventano più intensi e importanti con note di frutta matura. Eccellente come aperitivo, va servito fresco a 10°- 12°.

 

Pinot Grigio

Il Pinot grigio è un vitigno d’origine francese noto sin dal XIV secolo e deriva da una mutazione del Pinot nero. Predilige climi temperati, non troppo caldi e buone esposizioni; i terreni migliori sono quelli argillosi di collina o sciolti e sassosi di pianura. Dà origine a un’uva difficile da vinificare ma che negli ultimi decenni ha raggiunto uno standard qualitativo elevato ed è tra i primissimi vini italiani nel mondo. Può essere vinificato in bianco oppure a contatto con le bucce, ottenendo due vini diversi. Più delicato e fine quello lavorato in bianco, più robusto e simpatico all'occhio quello ramato. Il bouquet è spiccato, il gusto secco, pieno, piacevolmente amarognolo. Si adatta bene con gli antipasti in genere, il pesce e le carni bianche, i piatti a base di uova e le minestre. Ideale per uno spuntino con formaggio latteria e insaccati locali. Da servire a 10-12°.

 
 

Riesling Renano

Questo vitigno è stato introdotto in Italia nel XIX° secolo; esso è molto probabilmente originario dalla Valle del Reno, o meglio dalla Mosella, dove venne menzionato per la prima volta nel 1435. Nonostante il nome possa far pensare a una similitudine, non ha nulla a che vedere con il Riesling italico. Oltre che in Europa lo troviamo in Sud Africa, California, Cile. In Italia è coltivato soprattutto in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.Il vino è giallo paglierino chiaro o giallo dorato carico, delicato, gradevole, asciutto, leggermente acidulo. Ottimo come aperitivo o da bersi giovane con pesce e carni bianche, si serve a temperatura intorno ai 10-12°.


Sauvignon

È originario della zona del bordolese, in Francia, dove è molto diffuso. È stato introdotto in Italia a metà dell’800 e in Friuli si è diffuso dapprima in collina poi anche in pianura con ottimi risultati L’uva viene vendemmiata a metà settembre e se viene vinificata in presenza delle bucce da un vino di colore giallo paglierino, pieno, corposo, dall'aroma caratteristico. Se vinificata in bianco, il vino presenta un colore giallo tenue con riflessi verdognoli, dal profumo intenso e dal sapore finemente aromatico, asciutto, retrogusto amarognolo, vellutato. Vino bianco da aperitivo, abbinabile con antipasti a base di prosciutto e formaggi, piatti di pesce e frittate. Va servito fresco.
 
  

Traminer aromatico

I pareri sull’origine di questo vitigno non sono concordi, alcuni ritengono che provenga dal Tirolo, altri dall'Alsazia, altri ancora dalla zona del Reno; sicuramente in Europa centrale trova la sua massima diffusione ed espressione qualitativa. Nel comune di Povoletto non è molto diffuso ma alcuni produttori lo annoverano tra le loro perle enologiche. Il Traminer aromatico è un vino dal colore giallo paglierino più o meno carico, con riflessi appena ramati. Ha un profumo aromatico molto intenso che ricorda la rosa. Il sapore è secco, finissimo e asciutto con leggero retrogusto di mandorla amara. È un ottimo aperitivo, ma si accompagna bene anche con gli antipasti freddi, con piatti di pesce, ottimo con le trote in umido o alla griglia, indicato anche per primi piatti (gnocchi di patate, di zucca) o per piatti a base di uova, frittate, asparagi bianchi o asparagi di bosco. Va servito fresco intorno ai 10-12°.
   
 

Cabernet franc (Carmenere)

È un vitigno originario del Sud Ovest della Francia, dalla zona di Bordeaux, e più precisamente del circondario della Gironda. Si confonde spesso con il “conterraneo” Carmenere di cui si era perso l’interesse, ma torna ad essere apprezzato per la sua nota aromatica erbacea. Vino pronto, di sapore erbaceo, intenso, dà l'idea di avere l'uva in bocca se vinificato a leggero contatto con le bucce. Con una vinificazione a lunga macerazione si presenta pieno, robusto, armonioso, poco alcolico e con ricca gamma di profumi di frutta rossa. Fra i migliori vini da abbinare ad arrosti e selvaggina, carni alla griglia. La temperatura ottimale di servizio è tra i 16 ed i 18°C.

 

 

Cabernet Sauvignon

Il Cabernet Sauvignon è un vitigno originario dalla zona di Bordeaux, nel Sud Ovest della Francia,  più precisamente dal circondario della Gironda ed è attualmente coltivato e diffuso in tutte le aree temperato-calde del mondo. Anche nel comune di Povoletto ha trovato una discreta diffusione nei terreni pedecollinari argillosi e nei terreni ghiaiosi di pianura. Il vitigno si presenta abbastanza omogeneo e le differenze tra i vari biotipi riguardano essenzialmente la forma del grappolo e la tipicità del prodotto. Si ottiene un vino dal profumo intenso, leggermente erbaceo, armonico, di colore rosso rubino intenso. Se sottoposto a un periodo d’invecchiamento acquista in complessità e importanza aromatica. Adatto per accompagnare salumi e formaggi oppure tagliate di manzo o tacchino o arrosti di carne rossa e selvaggina. Buono l’accostamento con il pesce in umido, il branzino o l’anguilla. La temperatura ottimale di servizio è tra i 16 ed i 18°C.
 
 

Franconia

Detto anche Blaufrankish giacché è molto diffuso in Franconia, nella vallata superiore del Meno, ma la sua origine è la città di Limberg in Croazia. E’ un vitigno rustico mediamente resistente alle malattie; in Friuli è diffuso in pianura, meno in collina. Dà origine a vini di colore rosso rubino non molto intenso e vivace, ha un profumo che ricorda il lampone e la fragola: il sapore è fresco, acidulo e, nello stesso tempo, pieno e pastoso. Se giovane è ottimo con gli umidi ed il pollame, se invecchiato si abbina bene agli arrosti. Da servire a 15-16°.

 

Gamay

Il vitigno proviene dall’omonimo paese della Borgogna. Ha trovato buona diffusione sulle colline di Savorgnano del Torre. Le uve maturano nella prima decade di settembre e sovente vengono sottoposte ad un breve periodo di appassimento per concentrare l’estratto e gli aromi. Si ottiene un vino dal colore rosso rubino con riflessi granati, profumo gradevole, vinoso e dal sapore fino e vellutato, ricco di corpo. Nella versione secca è un vino da tutto pasto, adatto anche per carni alla griglia, nella versione abboccata o dolce è ottimo per chiudere il pranzo o la cena. Va servito a 14 - 16°. È un vino che ben si adatta all’invecchiamento. 

 

Merlot

Il Merlot è un vitigno francese originario del Sud Ovest della Francia e più precisamente della zona di Bordeaux, se ne hanno conoscenze a partire dalla fine del 1700, mentre fu introdotto in Italia attorno al 1880 dal senatore Pecile e dal conte Savorgnan Di Brazzà, ed in Friuli trovò condizioni ambientali favorevoli tanto da essere, assieme al Friulano (già Tocai Friulano) l’uva più coltivata; successivamente si diffuse su tutto il territorio italiano. Di colore rosso rubino, più o meno intenso, con profumo lievemente erbaceo e gradevole con sentore di frutti di bosco, dal sapore morbido, armonioso e sapido; invecchiando si arricchisce di note speziate. Vino rosso da accostare a carni bianche, arrosti di coniglio o lepre in salmì, formaggi di media stagionatura, se giovane è adatto su pesce in umido, salame all’aceto, fagioli con cotechino. Va servito a 16-18°. 

 

Moscato Rosa

Vino che non ha una lunga tradizione nella nostra zona ma si trovano produzioni di ottimo pregio nella zona di Savorgnano del Torre.  Tramite un opportuno appassimento delle uve, si ottiene un vino delicato, dal sapore amabile, dal profumo intenso, caratteristico, persistente che merita, per la sua bontà, di essere degustato da solo, senza particolari abbinamenti gastronomici. Da servire a 8-10°.


 

Refosco dal Peduncolo Rosso

È un vitigno appartenente alla ricca famiglia dei Refoschi, originario della zona compresa tra il Carso e l’Istria ma da sempre diffuso in Friuli, sia in pianura sia in collina. Dalle sue uve che maturano a fine settembre, si ottiene un vino dal colore rosso rubino tendente al violaceo, dal profumo intenso e gradevole che ricorda la mora selvatica e il sottobosco, leggermente tannico, di corpo, sapido, amarognolo, con persistente retrogusto. Adatto all’invecchiamento per 2-4 anni. È particolarmente indicato l’abbinamento con i piatti tipici della tradizione friulana: cotechino e brovada, fagioli con cotechino, salsiccia, gulasch, lepre in salmi, capriolo, cinghiale, carni allo spiedo. Va servito a 15-17°.

 

Refosco di Faedis (o Nostrano)

Vitigno della grande famiglia dei Refoschi, il Refosco Nostrano è da sempre diffuso in tutto il Friuli, specialmente in provincia di Udine. Le prime tracce della sua coltivazione si collocano nei vicini comuni di Torreano e Faedis, ma le origini del vitigno restano tuttora incerte. Con la diffusione dei vitigni nobili quali Cabernet e Merlot, il vitigno è andato quasi scomparendo ma negli ultimi anni le particolari caratteristiche del vino, esaltate da pratiche di coltivazione rigorose, hanno risvegliato l’interesse dei produttori locali che gli hanno dedicato una sottozona della zona doc “Friuli Colli Orientali”. Il vitigno è molto rustico, vigoroso, a ciclo lungo. L’uva si vendemmia a fine settembre - inizio ottobre e dà origine a un vino dal colore rosso rubino intenso, con profumi evidenti di prugna secca, mora selvatica, sottobosco. Il gusto è leggermente erbaceo, tannico, corposo, moderatamente alcolico, con spiccata acidità che lo rende particolarmente indicato per gli abbinamenti con i piatti tipici della cucina regionale. La temperatura ottimale di servizio è intorno ai 16-18°.

 

Schioppettino

Lo Schioppettino fa parte della famiglia delle Ribolle. L’origine del nome è incerta, probabilmente il termine onomatopeico, deriva dal fatto che lo Schioppettino, caratterizzato da elevata acidità fissa, dopo essere stato imbottigliato da giovane e aver quindi completato la fermentazione malolattica in bottiglia, diventava leggermente frizzante, dando l’impressione, sia all’udito sia in bocca, di scoppiettare a causa dell’anidride carbonica sviluppata. Si suppone inoltre che lo “schioppettare ” fosse prodotto dall’uva matura alla masticazione, caratterizzata da una buccia tesa e spessa. Dà origine a vini rosso – violacei di gran fascino, corposi, che ricordano all’olfatto il lampone, il mirtillo, la mora selvatica. Qualche anno d’invecchiamento contribuisce ad attenuare la spiccata acidità e la tannicità. È un vino rosso da abbinare a secondi piatti di selvaggina e formaggi stagionati. Va servito a 16-18°.